IL CBD E LE MALATTIE INFIAMMATORIE CRONICHE INTESTINALI

E’ stato dimostrato che il sistema endocannabinoide gioca un ruolo importante nella fisologia intestinale. I Cannabinoidi come il CBD sono efficaci nel trattamento dei sintomi di questi disturbi?

Gli studi hanno confermato che Il CBD impedisce la colite nei modelli animali. La combinazione di CBD e THC può ridurre l’infiammazione e alleviare i sintomi come dolore addominale.

Questo cannabinoide si sta rilevando un promettente aiuto per trattare diversi disturbi che possono verificarsi in intestino e apparato digerente. Nel 2004 è stato pubblicato un articolo in cui si analizzava se una mancanza all’interno del sistema endocannabinoide potesse speiegare le malattie come l’emicrania, la fibromialgia o la malattia infiammatoria intestinale, tra le altre. Nel caso di questo tipo di malattie , il fatto che il sistema endocannabinoide abbia un ruolo molto importante è chiaro.

Nell’articolo si dimostra che un cattivo funzionamento del sistema endocannabinoide può ridurre la mobilità gastrointestinale, provocando l’irritazione. L’articolo afferma che il cannabidiolo ( CBD) da solo non potrebbe offrire molti effetti positivi ai pazienti con malattie infiammatorie intestinali, ma deve lavorare congiuntamente con il tetraidrocannabinolo ( THC). Tuttavia, altri studi hanno dimostrato che , il CBD potrebbe avrere un ruolo più importante di quello che si credeva avesse precedentemente. Inizialmente si investigò sull’effetto del CBD come fulcro dell’asse neuroimmune dell’intestino, basato sulla sua capacità di controllare tanto la risposta infiammatoria . Irisultati dello studiano portano a constatare che il CBD aiuta a ridurre il dolore intestinale prodotto durante queste condizioni patologiche. E’ stato dichiarato che il CBD può ritardare il corso della malattia, migliorare i sintomi e aumentare l’efficacia dei farmaci disponibili per il trattamento dei disturbi come la colite ulcerosa o la malattia di CRHON. il CBD può rappresentare una speranza di sviluppare un nuovo approccio farmacologico che tenga come obbiettivo di migliorare il trattamento dei disturbi infiammatori intestinali grazie alla bassa tossicità e alla mancanza di effetti psicotropi.

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